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speciali > New York, 11 settembre 2001 > il nostro racconto
New York, 11/9/2001 - Intorno alle 8 io e Ilaria usciamo dal nostro hotel, vicinissimo all'Empire State Building, e andiamo a fare colazione in un bar di Herald Square. Finisco prima io e quindi ne approfitto per pianificare la nostra giornata: in mattinata visiteremo Lower Manhattan e saliremo in cima ad una delle torri gemelle del World Trade Center, che ospita un osservatorio panoramico al 110° piano; poi nel pomeriggio prenderemo il battello che ci porterà alla Statua della Libertà. Penso che convenga salire sul World Trade Center piuttosto presto, perchè poi ci saranno lunghe code di turisti; ma sarebbe anche bello andare subito a fare la classica foto al ponte di Brooklyn con le torri gemelle sullo sfondo, perchè solo di mattina il sole illumina quel lato delle torri. Quando anche Ilaria ha finito la colazione, prendiamo la metropolitana senza avere ancora deciso il nostro itinerario. Saliamo sul treno per Brooklyn, che ferma anche vicino al World Trade Center, così abbiamo ancora tempo per scegliere che cosa vedere prima. Durante il tragitto decidiamo: arriveremo fino al ponte di Brooklyn, poi lo percorreremo a piedi e raggiungeremo le torri gemelle, su cui prevediamo di salire intorno alle 11. Quando arriviamo alla fermata nei pressi del World Trade Center rimaniamo quindi seduti, ma il treno non vuole proprio saperne di ripartire; anche alla fermata precedente ci eravamo fermati più del solito. Trascorriamo 10 minuti tra porte che si chiudono e si riaprono, voci concitate ma incomprensibili negli altoparlanti della stazione, gente che si spazientisce e decide di scendere. Ilaria nota una donna agitata, la sente dire "Bomb, bomb!". Io non ci faccio troppo caso, e visto che il treno non accenna a muoversi penso che, a questo punto, sia meglio scendere qui e visitare subito il World Trade Center. Stiamo quasi per alzarci quando le porte si chiudono ed il treno finalmente parte. Scendiamo alla stazione successiva, sull'altra sponda dell'East River. Quando usciamo dalla stazione ci troviamo in una piazzetta alberata e vediamo subito le cime delle torri gemelle... in fiamme! Senza neanche chiedermi che cosa stia succedendo, prendo subito la macchina fotografica e scatto un paio di foto; qualche secondo dopo vediamo un'esplosione in una delle due torri, che crolla in una enorme nuvola di fumo. Dopo aver scattato un'altra foto ci spostiamo subito sulla riva del fiume per avere una visuale migliore. Tutti i grattacieli di Lower Manhattan sono avvolti da un densissimo fumo che avanza rapidamente verso di noi. Ci incamminiamo velocemente lungo la strada cercando un posto dove rifugiarci, troviamo un portone aperto e ci infiliamo. All'interno ci dicono che siamo nella sede centrale mondiale dei Testimoni di Geova, e che il World Trade Center ha subìto un attacco terroristico. Guardando fuori sembra che ci sia nebbia e nevichi, ma si tratta invece di polvere e di microscopiche particelle della torre crollata che cadono dal cielo. Dopo un quarto d'ora la situazione migliora e possiamo uscire. Il tempo di scattare qualche altra foto e vediamo crollare anche la seconda torre. La nuvola di detriti si fa strada tra i grattacieli davanti a noi e sale verso l'alto, venendoci incontro. Ci rifugiamo nuovamente nella sede dei Testimoni di Geova per altri 20 minuti, in cui ci dicono che due aerei si sono schiantati sulle torri. Appena fuori l'aria ritorna respirabile, torniamo sulla riva dell'East River: un'imponente nuvola di fumo avvolge Lower Manhattan, e moltissime persone stanno attraversando a piedi il ponte di Brooklyn per fuggire. Proviamo a telefonare a casa per far sapere che stiamo bene, ma tutte le linee sono saltate; l'unico modo per fare avere nostre notizie è inviare messaggi via internet. Ci ricordiamo di aver visto una postazione internet nel nostro hotel, quindi decidiamo di ritornarci subito. Non ci sono più mezzi pubblici, quindi dobbiamo raggiungere Manhattan a piedi. Vedendo il ponte di Brooklyn terminare nel fumo, preferiamo incamminarci sul Manhattan Bridge, che finisce un po' più a nord, nella zona di Little Italy. Alla fine del ponte ci troviamo in un caos indescrivibile: sirene di ambulanze, polizia e pompieri, persone che piangono e urlano in ogni strada, automobili ferme con autoradio a tutto volume per far sentire alla gente i notiziari... Vediamo un autobus e ci saliamo sopra, senza sapere esattamente dove ci porterà; per fortuna si ferma vicino al nostro hotel, da cui riusciamo finalmente a contattare i nostri familiari, che da oltre quattro ore aspettavano ansiosamente nostre notizie. Passiamo poi un po' di tempo in camera, davanti alla televisione, e solo ora capiamo che cosa è realmente accaduto. In serata andiamo nella cattedrale di Saint Patrick per assistere alla messa dell'Arcivescovo di New York, cercando di non pensare a che cosa ci sarebbe successo se avessimo deciso di visitare subito il World Trade Center, se non avessimo aspettato che la metropolitana ripartisse, o se l'attacco terroristico fosse avvenuto un paio di ore più tardi...
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